| Damiano's profileIl Luogo dei SogniPhotosBlogLists | Help |
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November 26 Il sipario calaQuando finisce uno spettacolo, e oltre il sipario cala tutto, mi assale un’improvvisa angoscia. Via il cd delle musiche, richiudiamo il copione, strappiamo la scaletta illeggibile fissata con lo scotch sul mobile del mixer audio. Questo per iniziare. Si comincia col proprio spazio di appartenenza. Quello che è il luogo del tuo lavoro durante la sacra rappresentazione, perde ogni magia. La cabine di regia, il buco misterioso. Laddove inviti la gente a tacere e spegnere i cellulari, laddove dai luce al buio, laddove prendono via tamburi, rulli, fanfare. Basta, chiuso. Il collega direttore delle luci sembra che dia colpi di mannaia quando cala i cursori e rimane solo i freddo neon della sala. Scendendo giù, cammino per la platea deserta, e dove prima veniva quel lieve e soffice, malamente camuffato vociare non c’è più. Non c’è proprio più niente. Carte di caramelle, matrici di biglietti, forse fazzoletti. Nient’altro. Salgo sul palco. Il direttore di scena, o chi per lui, comincia a smontare. Comincia coi teli, che sono più delicati. Via il muro della casa del vecchio, via le pareti della casa del padrone, via l’entrata del bordello. La magia fa si che si possano tutte ripiegare ed infilare in una sacca. Io comincio a radunare gli oggetti. L’elmo, la lancia, la spada. Infilo tutto dentro il tamburo, che tanto è grande. La lancia no, è troppo lunga, la metto da parte. Però nel tamburo ci entra pure il calice di pozione magica e il pitale. In un attimo ,sparisce tutto ciò che fa Antica Roma. Dentro un tamburo. Zzzzzzz…Zzzzzzz. Comincia il trapano. Si schiodano tutte le assi: via l’insegna, via i pilastri delle fondamenta. In un attimo, tutto a terra, e un attimo dopo, tutto dietro l’ultimo muro. Ora, quella che era una geometria è un palco che fa eco, vuoto, grande, inutile. La magia non c’è più. Provo a cercarla nei camerini, mentre cerco di far caso a qualche altro oggetto sfuggito al controllo. La cerco nei personaggi, nei protagonisti delle storie di cappa e spada, di amore e tradimento, di servi furbi e soldati sciocchi. Niente, i personaggi so no tornati uomini. Chi veste con il giubbino di pelle, che si apparta sorridente con la tizia che era in terza fila, chi corre fuori a fumare e chi va a cena tutti insieme. E l’eroe? La principessa? Rimane con me solo la costumista che fa sparire le ultime tracce, e il ragazzo/ragioniere della compagnia che mi stacca l’assegno. Il sipario è calato, ho fatto il mio lavoro, ho qualche soldo. Dovrei essere contento. Ma mi accorgo improvvisamente che mi manca e mi mancherà quella magia che ho avuto a mia disposizione tutte le sere. TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://adaminogarbon.spaces.live.com/blog/cns!6D05824121A244EA!435.trak Weblogs that reference this entry
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